ANDROID: Google Velocizzerà gli Aggiornamenti dei Device Android

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ANDROID: Google Velocizzerà gli Aggiornamenti dei Device Android

Google, al suo Google I/O, ha presentato un nuovo strumento software denominato PDK (Platform Development Kit) che permetterà alle aziende partner di Google di compilare e sviluppare Android per i propri dispositivi in tempi più rapidi di quanto sia accaduto fino ad ora. Come ben ricorderete l’anno scorso Google ha spinto i produttori, attraverso l’Android Alliance, a supportare i propri device per almeno 18 mesi facendogli anche promettere che avrebbero rilasciato gli aggiornamenti il più velocemente possibile.

Purtroppo, nonostante la buona volontà di Google, Android 4.0 Ice Cream Sandwich ha raggiunto solo il 7,1% di diffusione nonostante sia stato rilasciato oltre 6 mesi fa. BigG ha quindi deciso di intervenire ancora una volta rilasciando nuovi strumenti agli OEM per cercare di arginare questa incresciosa situazione.

L’idea che sta alla base del PDK è molto semplice: i produttori Android avranno la nuova versione del robottino verde ancor prima che questa sia disponibile per i device della linea Nexus e, quindi, dovrebbero essere in grado di limare qualche mese dei 4-8 mesi che servono per avere l’aggiornamento ora.

Purtroppo, nonostante gli sforzi profusi da Mountain View, non siamo sicuri che questa situazione possa risolversi molto facilmente in quanto le società produttrici pare non abbiano ancora compreso che è meglio sviluppare pochi device e supportarli appieno piuttosto che creare n-mila device con altrettante versioni per i vari continenti e poi vedersi “insultare” dagli utenti per i mancati update o per i vari ritardi che si presentano.

Una di queste case è ad esempio Samsung che ha a disposizione un pacchetto di device per ogni necessità degli utenti ma che le impediscono di supportare adeguatamente i propri dispositivi. In realtà probabilmente la casa coreana avrebbe anche le capacità tecniche e operative per star dietro a tutti gli aggiornamenti ma ritiene, sbagliando, che questi non siano necessari sui device di fascia bassa (e sui tablet fino a poco fa).

Che ne pensate? Riuscirà, una volta per tutte, Google a convincere i produttori che gli utenti si affezionano ad una casa quando si sentono trattati bene?

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