Architettura Exynos 4412 in parole povere

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Dopo la conferma di qualche giorno fa da parte di Samsung della presenza della CPU 4412 Quad-core sul GS3 oggi andiamo ad analizzare in maniera abbastanza approfondita le caratteristiche tecniche e l’architettura di questo SoC.

In rete non ci sono molte notizie a riguardo ma grazie al blog 8gpad riusciamo ad avere molto dettagli tecnici riguardo la quinta generazione di CPU Samsung. Andiamo ad analizzare prima di tutto il numero 4412 dove il 4 sta per quarta generazione Exynos e 4 indica il numero dei core, mentre il significato del 12 è ancora sconosciuto.

Ora iniziamo a scendere nella descrizione più tecnica. Come ormai tutti sapranno questo SoC è basato su architettura Quad-Core CORTEX A9 il quale supporta le istruzioni NEON (queste istruzioni si occupano di eseguire operazioni su dati dello stesso tipo che necessitano delle medesime azioni) ma questa non è una novità. La vera sorpresa è il processore a 32bit RISC  e l’architettura del bus interno  a 64/128bit in poche parole il doppio rispetto ai precedenti Exynos. Altra cosa di rilievo è che il sistema DRAM ha delle porte dedicate con supporto LPDDR2 che permettono un’elevata larghezza di banda. Tralasciando le altre caratteristiche tecniche che sono di facile lettura e direi quasi scontate passiamo alla parte più interessante del discorso. L’Exynos 4412 supporta nativamente l’USB-Host, USB-OTG e si spera che Samsung non si dimentichi di alimentare la porta usb del telefono per permettere tale funzione. Troviamo anche un supporto di ben 4 SD-card e per i più esperti è possibile comunicare direttamente con la CPU con il Samsung CORESIGHT debugger. Inoltre troviamo 4 porte UART (Universal Asynchronous Receiver Transmitter), 8 porte I2C e 3 porte SPI.  La ciliegina sulla torta è la presenza di 64KB di memoria IROM.

Quest’ultima caratteristica lascia ben sperare gli sviluppatori che negli ultimi anni hanno trovato moltissimi problemi a far resuscitare i loro telefoni in caso di brick. In questa memoria IROM sono contenute delle istruzioni che permetterebbero di avviare il telefono tramite USB e quindi riuscire a ripristinare il terminale senza dover ricorrere a complicate procedure di Jtag che comportano difficili saldature e attrezzature costose.

Concludendo speriamo che Samsung non limiti l’accesso al proprio hardware come ha fatto in questi anni rendendo molto difficile il lavoro dei developers. Questa scelta a mio parere potrebbe portare solo dei vantaggi perchè renderebbe il telefono facilmente moddabile e quindi può acquistare sempre più popolarità associato a Rom cooked e tanto altro. E’ vero che molta gente acquista il telefono e non sa nemmeno dell’esistenza di questi firmware alternativi ma per noi smanettoni sapere di poter resuscitare il nostro smartphone senza problemi anche dopo un brick ci potrebbe portare a sperimentare cose sempre nuove che altrimenti non potremmo fare per gli elevati rischi.

Che dire ora manca solo quello che sta intorno all’Exynos 4412 e speriamo che arrivi presto!

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